Abiti da Sposa

L’abito da sposa: nel passato, nel presente e nel futuro.

Il passato:

L'immagine contiene un dipinto che ritrae l'imperatrice Elisabetta di Baviera, in abito biancoL’Abito da Sposa, o Abito Nuziale, in alcuni casi chiamato Vestito da Sposa, nella sua versione bianca ha le sue origini nel 1400 circa, secondo alcuni è apparso in un famoso matrimonio tra il principe Erik di Pomerania e la Principessa Filippa di Lancaster, che in quella occasione vestì una tunica ed un mantello di seta bianco impreziositi da un bordo molto, molto particolare.

Solo due secoli dopo, poi, comparve anche lo strascico, a cui venne affidato il compito di esprimere la ricchezza della famiglia di appartenenza.

La sua lunghezza, il pizzo, i ricami, e persino le pietre incastonate, sono infatti simbolo di opulenza e maestosità.
Ma la diffusione dell’abito da sposa bianco è attribuito soprattutto alla Regina Vittoria, che nel 1840 sposò Alberto di Sassonia, riuscendo a distinguersi dalla folla dei presenti grazie alla lucentezza del suo vestito.

Il bianco divenne quindi simbolo di purezza, andando a sostituire quello che in precedenza era l’abito nuziale colorato, usato da epoche molto antiche, risalenti addirittura ai Greci.

Assia Spose ha iniziato la sua storia sartoriale nel 1930, sorprendendo fin da subito per la sua originalità, ricercatezza e cura dei particolari.

Il presente:

A differenza del passato, in cui l’abito esprimeva le origini ed il ceto sociale, oggi l’abito da sposa diventa invece “personale”: la sposa infatti sceglie l’abito che meglio valorizza le sue forme, la sua figura, che nasconde piccoli difetti, e che la fa stare bene.

Non mancano i modelli “Curvy”, pensati per le donne mediterranee dalle curve un po’ più generose, e i modelli “smart”, con elementi rimovibili.

L’abito da sposa diventa economico: la sposa di oggi è molto attenta al prezzo, anche se talvolta viene fuorviata da pubblicità ingannevoli di aziende che rinunciano alla qualità o al servizio, produzioni made in china e materiali scadenti non fanno altro che dare una percezione sbagliata, che si tramuta quasi sempre in una delusione.

Nel listino Assia invece sono presenti abiti da sposa economici, il cui prezzo resta sempre nei limiti imposti dalla qualità dei materiali e da un servizio di eccellenza.

L’abito da sposa nel futuro:

Quello immaginato da Assia vede la sposa ancora più protagonista, e sempre più coccolata. Assia infatti si impegna a dare alla sposa ancora più comfort, mantenendo l’eleganza ma al contempo sfruttando le nuove tecnologie.

L'immagine contiene: un modello 3d dell'Abito da Sposa
Il rendering di un abito da sposa Assia

La sposa diventa ancora più “Smart” con i sistemi di misurazione 3D “da casa”, che permetteranno di ordinare online il proprio abito su misura, perfezionato utilizzando i dati ricevuti dallo smartphone.

Nelle sale taglio al secondo piano del grande atelier di Napoli, sono già in fase di collaudo tessuti ad elasticità variabile e sostegni stampati in 3d, atti a valorizzare ulteriormente la silhouette della sposa.

L'immagine contiene un busto con un a prova di corpetto elettroluminescente per abito da sposa
Un test di vestibilità per un abito elettroluminescente

Vengono testati dispositivi peltier per aiutare la sposa a resistere al caldo torrido o al freddo gelido, e tessuti elettroluminescenti, con lo scopo di distinguere ancor più la sposa dagli invitati, proprio prendendo spunto dalla Regina Vittoria.

Già da pochi mesi è anche attivo il servizio di acquisizione e stampa 3d dell’abito, da usare come Cake Topper e successivamente come ricordo eterno, un servizio di avanguardia che porta l’atelier Assia Spose al top dell’innovazione in Italia.

L'immagine contiene un dettaglio di abito da sposa con sostegni in alluminio
Un esempio di come, ben prima della stampa 3d, gli stilisti Assia avevano usato supporti in alluminio per dare al tessuto forme particolari

Ma l’indole innovatrice di Assia è riscontrabile già dalle collezioni passate: alcune lavorazioni esclusive Assia, nate dalla mente geniale dello stilista Vincenzo Rinaldi, prevedevano già l’utilizzo di materiali insoliti, come alluminio, plexiglas e rame, incorporati nel tessuto per ottenere forme nuove che fino a quel momento erano ritenute impossibili.